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Il marzapane, una miscela di mandorle
e zucchero, fu importata dagli arabi in Sicilia nel
Duecento e da allora è utilizzata per creare delle
stupende sculture di frutta. |
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• VIAGIANDO E
CURIOSANDO
Il Museo del
Papiro testimonia l’antica lavorazione di
questa pianta a Siracusa, città nei
pressi della quale si trova la più estesa
colonia europea di Cyperus papyrus.
Dici Pachino e pensi immediatamente ai
pomodori ramati, gustosi. E piccoli. Strana
coincidenza visto che il nome, dal greco
pakùs, significa grosso. Nei dintorni
della cittadina dalle mille serre, la
leggendaria grotta di Calafarina, a Marzamemi,
già abitata nell’età del Bronzo: pare che
contenga un tesoro lasciato dagli Arabi in
fuga dai Normanni dopo l’anno Mille. Quest’anno
Pantalica e la sua necropoli rupestre
sono candidate, insieme a Ortigia, a
entrare nella lista dei siti protetti
dall’UNESCO. Pantalica racchiude le tracce di
una splendida civiltà isolana che mantenne
contatti con altre culture, soprattutto con
quella egea. Testimonianze storiche di
Pantalica sono custodite presso il Museo Paolo
Orsi di Siracusa. Lo scorso anno, a novant’anni
esatti dall’inizio dell’attività, la
Fondazione Istituto Nazionale del Dramma
Antico ha aperto il Museo del Teatro Antico.

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Eventi in Sicilia
A Gennaio:
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SIRACUSA: RAPPRESENTAZIONE CLASSICHE
Sono
Sofocle ed Eschilo i protagonisti della stagione 2005 delle
Rappresentazioni Classiche di Siracusa, organizzata
dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico: il 13 maggio,
infatti, debutterà al Teatro Greco la tragedia I sette a Tebe,
seguito, domenica 15, da Antigone. I due allestimenti
verranno replicati, a giorni alterni, fino al 15 giugno. Di
grande fascino la figura mitologica di Antigone, frutto
dell’incesto tra Edipo e la madre Giocasta. Antigone è simbolo
disobbedienza, per non aver ascoltato gli ordini dello zio
Creonte. La trama è molto attuale poiché si sviluppa attorno
all’eterno conflitto tra le leggi dello Stato, espresse dal re
di Tebe, Creonte, e quelle non scritte della tradizione
familiare ed etica: per esse la protagonista sfida lo zio e
viene punita. Morirà suicida. Anche quest’anno non mancheranno
gli eventi collaterali all’atteso appuntamento che ha portato a
Siracusa registi come Peter Stein e attrici come Maddalena
Crippa, Medea nel 2004. Pochi teatri possono vantare la storia
di quello siracusano, i cui gradini in pietra sono stati
calpestati da milioni di persone. Un’emozione intatta nei
secoli.
Teatro Greco • maggio-giugno
www.apt-siracusa.it
•
FESTIVAL DI ORTIGIA
La
Fondazione Teatro Ortigia nasce dalla collaborazione tra
l’Associazione degli Industriali della provincia di Siracusa e
la locale Confcommercio, con l’idea di promuovere un festival
con cadenza annuale che, sul modello dei grandi appuntamenti
europei di Avignone ed Edimburgo, abbia respiro e valenza
internazionali e contribuisca a rilanciare l’immagine culturale
e turistica della Sicilia e di Siracusa in particolare. L’Ortigia
Festival vuole raccontare attraverso il teatro l’avventura
complessa del linguaggio artistico contemporaneo. Insomma, una
reale riflessione originale e innovativa sullo stato dell’arte
attuale, dal teatro al cinema alla musica, un modo per dare alla
Sicilia l’opportunità di usufruire di un’offerta culturale di
alto livello. Gli spazi del parco archeologico e, sull’isola di
Ortigia, del Castello Maniace, assumono un valore simbolico e
collegano idealmente il programma del Festival ai luoghi della
nostra memoria.
Vari siti del Parco
Monumentale di Neapolis e di Ortigia • luglio
www.ortigiafestival.it
•
LUCIA DI SVIZZERA E SETTIMANA SVEDESE
Geograficamente lontani, agli estremi
dell’Europa, Stoccolma e Siracusa si riavvicinano una volta
all’anno. Il miracolo lo compie Santa Lucia, che tanti devoti
conta nelle due città. Ogni dodici mesi la tradizione si ripete:
il momento centrale dei festeggiamenti in onore della patrona di
Siracusa è il 13 dicembre, quando la statua della santa viene
condotta a spalla da sessanta uomini alla Basilica che porta il
suo nome, dove rimane esposta alla venerazione dei fedeli fino
al 20 dicembre. Quindi il ritorno nella cappella della
Cattedrale.
In Svezia il 13 dicembre si festeggia il
solstizio d’inverno: alcune giovani fanciulle indossano una
veste bianca, simbolo della luce, e hanno il capo cinto da una
corona formata da sette candele. E così Santa Lucia, la regina
della luce, illumina il gelido nord. Ogni anno una delegazione
siracusana viene ospitata a Stoccolma e partecipa all’elezione
di Lucia di Svezia e, mentre la prescelta sarà ospite a Siracusa
per una settimana, la Sicilia porta in Svezia mostre e prodotti
tipici per far meglio conoscere l’isola agli svedesi.
L’organizzazione è dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo
di Siracusa.
Vari siti della città • 13-20 dicembre
www.comune.siracusa.it
• NOTO:
PRIMAVERA BAROCCA
Nella
terza settimana di maggio sboccia ogni anno quel fiore barocco
che è Noto. Musica, mostre, itinerari culturali animano il cuore
del distretto Sud-Est. Il clou
delle manifestazioni è costituito dall’Infiorata: un
tripudio di colori, uno spettacolare tappeto di fiori steso
sulla via Nicolaci a comporre enormi figure. I motivi cambiano
ogni anno e possono essere religiosi, mitologici o di cultura
popolare. L’evento prende il via il giovedì all’ora del
tramonto, quando gli artisti prescelti iniziano a disegnare il
loro riquadro di strada. L’indomani subentrano gli infioratori
per completare il lavoro che i visitatori possono ammirare da
lontano.
Centro storico • terza
settimana di maggio
www.comune.noto.sr.it
• PALAZZOLO
ACREIDE: FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO CLESSICO DEI GIOVANI
Nel 1976 era solo una
“giornata delle scuole”, in cui agli studenti veniva affidata la
rappresentazione di opere teatrali latine e greche. Ma il
successo fu tale che nel 1991 la giornata si trasformò in un
festival vero e proprio, ospitato in una sede prestigiosa, il
Teatro Greco di Palazzolo Acreide. Il Festival, voluto dal
professor Giusto Monaco, costituisce una manifestazione di
grande interesse per il suo valore educativo, sociale e
culturale. Si svolge in concomitanza con il ciclo di spettacoli
classici del Teatro di Siracusa e offre un significativo livello
di confronto tra esperienze, sia per il gran numero di scuole
che vi prendono parte, sia per il patrimonio di spettacoli
selezionati nelle edizioni precedenti. Hanno partecipato al
Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani molte
scuole italiane e altre provenienti da Grecia, Croazia, Spagna,
Bulgaria e Serbia.
Teatro Greco • maggio
www.palazzolo-acreide.it
• QUATTRO
PASSI IN PROVINCIA
Siracusa,
un grandioso passato A
partire dal 405 il tiranno Dionisio I ordinò un radicale
riassetto urbanistico di Siracusa, designando il nuovo quartiere
di Neapolis come zona monumentale della città. Il parco
archeologico, istituito fra il 1952 e il 1955, comprende così la
maggior parte delle antichità greco-romane che Siracusa ha
conservato. La parte sud del parco è occupata dall’Anfiteatro
Romano, risalente probabilmente al I secolo d.C. e inferiore
per dimensioni solo al Colosseo e all’Arena di Verona, e dal
colossale altare sacrificale dell’ara di Ierone II. Oltre viale
Paradiso si trovano invece il magnifico Teatro Greco e la
Latomia del Paradiso, l’enorme cava dalla quale veniva
estratta la roccia calcarea per la costruzione della città. È
all’interno del suo perimetro che si trova la celebre grotta
detta Orecchio di Dionisio, così denominata da Caravaggio
dopo che l’ebbe visitata nel 1608. A est dell’area archeologica,
l’attuale Santa Lucia corrisponde in parte all’antico
quartiere di Tyche, creato come zona residenziale per far
fronte al rapido incremento demografico che Siracusa conobbe nel
V secolo a.C. Al centro è la piazza con la chiesa di Santa
Lucia fuori le mura, che sorge sul luogo dove nel 303 si
consumò il martirio della patrona. Di origine bizantina, fu
ricostruita dai Normanni e riedificata dopo il terremoto del
1693. Nei pressi si trovano il santuario della Madonna delle
Lacrime, una monumentale costruzione di forma conica
completata nel 1994, e l’altrettanto moderno edificio che dal
1988 è la nuova sede del Museo Archeologico Regionale Paolo
Orsi;
tra i più ricchi d’Italia, conserva la Venere Anadiomene,
copia romana di un originale greco, detta Landolina
dall’archeologo che la riportò alla luce nel 1804. Nelle
vicinanze del museo si trovano anche i resti della chiesa di
San Giovanni Evangelista con le catacombe, la cui
estensione è seconda solo a quelle di Roma. A sud, collegata
alla terraferma dal Ponte Nuovo, Ortigia è l’isola sulla
quale si trova il centro storico: una superficie di appena 1
km2, Ortigia svela ovunque particolari e scorci sorprendenti, in
uno scenario architettonico in cui domina il barocco.
Qui si trovano il Duomo, sul sito di un
tempio dedicato a Diana, il palazzo Arcivescovile, le
chiese di Santa Lucia alla Badia
e di Santa Maria della Concezione,
palazzo Mergulese-Montalto e gli edifici nobiliari di via
della Maestranza. Ne duecentesco palazzo Bellomo è
allestita la Galleria Regionale, con dipinti e sculture dal
Medioevo all’età moderna: le perle della collezione sono l’Annunciazione
di Antonello da Messina e il Seppellimento di Santa Lucia
di Caravaggio. E la magia di fonte Aretusa sta lì a
ricordare il legame mai spezzato con le origini greche.
Noto, giardino di pietra
 Noto
è la città del barocco: costruita agli inizi del Settecento
sfruttando e valorizzando i dislivelli naturali del monte Meti,
è un centro urbano dal fascino inesauribile, proclamata
dall’UNESCO, nel 2002, Patrimonio dell’Umanità. Forse la più
suggestiva definizione della città è quella coniata dal critico
d’arte senese Cesare Brandi: «un giardino di pietra». Alla sua
progettazione parteciparono vari architetti siciliani: l’opera
di Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi ha creato
un complesso urbano incredibilmente scenografico e armonico, con
maestosi edifici in pietra calcarea locale cui il tempo ha
donato una magnifica patina dorata e rosata. Purtroppo, però,
tra le caratteristiche della pietra utilizzata per le
costruzioni, è anche la friabilità, per evitare che la città
cada letteralmente a pezzi sono oggi in corso interventi di
restauro e consolidamento. Tutta la città è un alternarsi di
chiese e palazzi, in un tripudio decorativo fatto di fregi,
capitelli, volute, putti e mascheroni. Porta Reale, la
chiesa di San Francesco all’Immacolata, palazzo Ducezio,
la basilica del SS. Salvatore, la chiesa di Santa
Chiara, la chiesa del Santissimo Crocifisso sono solo
alcune delle attrattive di una città in cui ogni scorcio, ogni
angolo riserva un tesoro. Su tutto emerge naturalmente la
Cattedrale settecentesca, la cui facciata, quasi sicuramente
opera di Sinatra, campeggia dall’alto di una maestosa scalinata
a tre rampe (il 13 marzo del 1996 la cupola della Cattedrale è
purtroppo crollata, danneggiando gravemente anche la navata
centrale). A questo itinerario se ne possono aggiungere molti
altri, passando ad esempio in via Nicolacci, fiancheggiata da
splendidi edifici barocchi come il palazzo Nicolacci
Villadorata e chiusa a monte con grande effetto scenografico
dal prospetto concavo della chiesa di Montevergine
(1748-1750), o percorrendo via Cavour con i suoi palazzi
nobiliari settecenteschi in stile tardo-barocco e avventurarsi
infine nei quartieri popolari d’impronta araba, in cui ricordi
islamici e ricchi dettagli di “architettura minore” ben
contrastano con la grandiosità della città “nobile”.
Palazzolo Acreide, tra archeologia e barocco
 Sul
territorio dove sorgeva la greca Akrai, fondata dai Siracusani
nel 664 a.C., nacque in età normanna Palazzolo Acreide, la cui
attrattiva principale è costituita proprio dai resti della città
antica. Oltre la piccola porta d’accesso, la zona archeologica
conserva i resti di un Teatro greco, risalente al III
secolo a.C. e rimaneggiato in età romana. Attiguo al teatro è il
bouleuterion, destinato alle riunioni del senato, mentre
a sud si trovano le latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella,
cave usate per l’estrazione della pietra e riadattate poi a
necropoli e abitazioni in età cristiano-bizantina. Nelle
vicinanze sono anche i pochi resti del Tempio di Afrodite,
risalente al VI secolo a.C. Vale la pena rivolgersi ai custodi
degli scavi per giungere alla zona dove si trovano i Santoni:
si tratta di dodici sculture rupestri del III secolo a.C.
dedicate alla dea Cibele che costituiscono il più importante
complesso figurativo riguardante il culto di quella che i Romani
chiamavano Magna Mater. La città si trova a nord-est
della zona archeologica ed è caratterizzata dalla preponderanza
di linee e forme barocche: deve infatti la sua impronta
architettonica alla ricostruzione attuata nel Settecento, dopo
che il terremoto del 1693 l’aveva in gran parte distrutta. Su
piazza Moro si trovano due degli edifici religiosi principali,
la chiesa Madre e quella di San Paolo, ma degne di
nota sono anche la Casa-Museo dell’etologo Antonino
Uccello e la chiesa di San Sebastiano, ricostruita nel
primo ventennio del Settecento.
Avola, nuova e antica
Vivace
e operosa cittadina risorta a soli due anni dal terremoto che
nel 1693 distrusse completamente Avola Antica, è il maggiore
centro della Sicilia per la produzione e l’esportazione delle
mandorle. Il nuovo impianto urbano venne progettato
dall’architetto e gesuita Angelo Italia, che propose lo schema
planimetrico della città stellate rinascimentali e realizzò una
pianta esagonale con una piazza al centro, dalla quale si
sviluppano vie ortogonali culminanti in quattro piazze che
formano una croce e segnano gli ingressi della città. La
particolare disposizione planimetrica è arricchita da numerosi
edifici settecenteschi fra i quali emergono la chiesa
dell’Annunziata con la sua imponente facciata convessa e la
chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Mira. Quest’ultima
ha il prospetto sottolineato da un corpo centrale a torre e da
un ricco portale in rame brunito. In piazza Crispi sorge la
chiesa di Santa Croce, di origine cinquecentesca ma rifatta
nel XVIII secolo, che custodisce un bellissimo ciborio.
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