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TRAPANI: PROCESSIONE DEI MISTERI
I Misteri si ripetono ogni
Venerdì Santo da quasi 400 anni. Si tratta di splendidi gruppi
scultorei in legno e tela che raccontano le varie fasi della
passione e della morte di Cristo. La processione si svolge dal
venerdì pomeriggio alle prime ore del sabato, si snoda su un
percorso di circa due chilometri e impegna l’intera città con
grande ostentazione di ricchezza: i rappresentanti del ceto cui
appartengono le opere scultoree indossano, infatti, eleganti
abiti neri, le donne sfoggiano gioielli. Particolarmente
suggestivo è anche l’addobbo delle statue con argenti,
composizioni floreali elaborate e con un’illuminazione che fa
risaltare i tratti del volto, scavato dal dolore e dalla
sofferenza. Ognuno dei Misteri è portato a spalla da non meno di
dieci uomini che conferiscono al gruppo un movimento cadenzato
(annacàta), seguendo il ritmo della musica della banda.
Le raffigurazioni dei Misteri sono custodite con cura nella
chiesa barocca del Purgatorio, da dove prende avvio, puntuale
ogni anno, la processione del Venerdì Santo.
Centro storico • Pasqua
www.processionemisteritp.it
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LUIGLIO MUSICALE TRAPANESE
Tra le manifestazioni
siciliane più interessanti, il Luglio Musicale Trapanese ha una
sua storia ormai consolidata nel tempo. La manifestazione venne
istituita in seguito alla distruzione del Teatro Garibaldi,
durante la seconda guerra monin cartellone saranno Un Ballo
in Maschera di Verdi, e Cavalleria Rusticana di
Mascagni.
Villa Margherita • luglio
www.lugliomusicaletrapanese.it
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CUSTONACE: PRESEPE VIVENTE
Custonaci è una cittadina nata
gradatamente, per venire incontro alle esigenze dei pellegrini
che si recavano al Santuario della Madonna, ancora oggi
importante luogo di culto e meta di processioni folkloriche. Nei
pressi di Custonaci si può visitare la grotta di Scurati (o
Mangiapane), dentro la quale esiste un vero e proprio villaggio,
suggestiva testimonianza della vita contadina dell’agro ericino
alla fine dell’Ottocento. Dal 1983, la grotta è diventata sede
di un suggestivo Presepe Vivente. Si tratta di una iniziativa
molto sentita dagli abitanti che contraddistingue fortemente
l’identità della comunità. Il viaggiatore vive la propria
esperienza a contatto con uno scenario unico, perfezionato di
anno in anno. Accanto all’evento religioso della Natività sono
sorte, infatti, rappresentazioni del lavoro artigiano e rurale
che hanno dato vita, con gli anni, a una suggestiva messa in
scena. Un evento reso caratteristico anche dalla presenza di
suoni, odori e colori che ricostruiscono veri e propri spaccati
di vita.
Grotta Mangiapane •
Natale/Epifania
www.mcsystem.it/presepe
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ERICE: SETTIMANA INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA E RINASCIMENTALE
Erice è un labirinto di
stradine acciottolate, di stretti varchi e di case addossate le
une alle altre. Arroccata sul monte che porta lo stesso nome,
era nota nell’antichità per il suo tempio in cui i Fenici
adoravano Astarte, i Greci Afrodite e i Romani Venere. Dal 4
all’11 settembre la cittadina ospita un appuntamento di
prestigio: La Settimana Internazionale di Musica Medievale e
Rinascimentale. Per l’occasione, le chiese – da San Martino a
San Cataldo, da San Giuliano a San Giovanni Battista – diventano
insieme cornice e palcoscenico di grandi artisti. Quest’anno il
programma percorre tutto il Medioevo, fino alle soglie del
Barocco. Il concerto di apertura,
Legenda Aurea, è affidato all’ensemble “La Reverdie”, uno
dei più affermati gruppi italiani di musica medievale. Tra gli
altri titoli in programma, Veglie di Siena e Donne
Barocche. Diverse chiese della città
Prima metà di settembre
www.erice.net
• GIBELLINA:
ORESTIADE
La
Fondazione Orestiadi di Gibellina realizza e produce
manifestazioni culturali, in programma da luglio a settembre,
che spaziano dal teatro alle arti visive, dalla musica alla
poesia. Il Festival del Teatro, la cui direzione artistica è
stata affidata per il 2005 a Franco Scaldati, si è affermato
negli anni per aver saputo coniugare memoria e sperimentazione
attraverso il contributo di registi e attori provenienti da
tutto il mondo e di spettacoli spesso in anteprima assoluta. Dal
1990, la manifestazione si è aperta anche ad altri campi
artistici, come il cinema e la musica etnica, con particolare
attenzione alla contaminazione tra i linguaggi e al mondo
islamico e mediterraneo. È del 1996 l’istituzione del Museo
delle Trame del Mediterraneo, che raccoglie nelle sue sale
costumi, gioielli, tessuti, ceramiche e oggetti d’arte di popoli
e culture dell’area mediterranea. Il museo/officina è l’approdo
di anni di ricerche, incontri, dibattiti, studi e seminari
promossi dalla Fondazione Orestiadi: è un’ idea-guida la cui
forza risiede nel suo carattere processuale, interdisciplinare,
transnazionale.
Ruderi di Gibellina •
luglio-settembre www.fondazione.orestiadi.it
• SAN VITO LO
CAPO: COUS COUS FEST
San
Vito è una località turistica rinomata, apprezzata per le
bellezze naturali e per le delizie culinarie. Quello con il Cous
Cous Fest è un appuntamento che richiama visitatori da ogni
parte d’Italia. Quest’anno, la manifestazione, giunta alla sua
VII edizione, avrà luogo dal 20 al 25 settembre e non
coinvolgerà soltanto i paesi del Mediterraneo. Il protagonista
incontrastato è il cous cous e, più in generale, tutta la
gastronomia siciliana e i suoi prodotti, primi fra tutti il vino
e l’olio. I visitatori della rassegna potranno degustare i cous
cous in gara, i dolci e le specialità tipiche trapanesi. Una
giuria, invece, si occuperà della vera e propria competizione,
premiando il miglior cous cous dell’anno. Il Cous Cous Fest
ospita anche sezioni dedicate alla scuola di cucina e alle
serate a tema con la cucina d’autore. Il Cous Cous Live Show,
infine, porta ogni anno una ventata di musica fusion.
Via Savoia • 20-25 settembre
www.sanvitolocapo.org
www.sanvitocouscous.com
• SEGESTA:
RAPPRESENTAZIONI CLASSICHE
La
storia qui è di casa. L’antica Segesta, fondata probabilmente
dagli Elimi, era una delle principali città del bacino
mediterraneo di influenza ellenistica e la più grande rivale di
Selinunte. Nella sua solitaria imponenza, il tempio di Segesta è
assai ben conservato e regala un impatto di grande suggestione;
appena più su, il teatro antico ormai da molti anni ospita, nei
mesi di luglio e agosto, le rappresentazioni estive tratte dai
testi di grandi autori greci e latini. Dal 1998, il cartellone
si è aperto anche al teatro contemporaneo, alla satira, alla
musica e alla danza per venire incontro alle esigenze di un
pubblico di estimatori sempre più vasto. Le rappresentazioni
sono rese più accattivanti dallo splendido paesaggio naturale in
cui è completamente immerso il sito archeologico. Di
fondamentale importanza è la luce, che all’alba e al crepuscolo
dà alla scena un suggestivo colore rosa pallido. Per goderne
appieno anche nelle prime ore del giorno, da qualche anno sono
nate le “Albe teatrali”, appuntamenti alle 5 del mattino,
all’alba appunto, con il teatro e la poesia.
Teatro Antico • luglio-agosto
www.calatafimisegesta.com
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QUATTRO PASSI IN PROVINCIA
Trapani, cuore marinaro
Trapani
è situata nella parte ovest della Sicilia, su una lingua di
terra che si protende verso il mare. Proprio qui, sull’estrema
propaggine occidentale, si trova la
Torre di Ligny, costruita nel 1671 come parte del
sistema di avvistamento e difesa costiera; oggi è sede del Museo
di Preistoria. Poco lontano sono il porto peschereccio, Villino
Nasi e l’ex Lazzaretto, nelle cui vicinanze si trova anche uno
dei simboli cittadini, le Isole Colombaia. Addentrandosi nel
centro storico, molti degli edifici più rilevanti si affacciano
su corso Vittorio Emanuele, via Torrearsa e
via
Garibaldi: fra questi la Cattedrale di San Lorenzo, dov’è
conservata una Crocifissione attribuita a Van Dyck, il
barocco palazzo Cavarretta, la chiesa di Sant’Agostino e quella
di Santa Maria del Gesù. In zona si trova anche la chiesa del
Purgatorio, eretta nel 1683. Corso Italia conduce nell’antico
ghetto, abitato dalla comunità ebraica fino al XV secolo, dove
l’edificio principale è il cinquecentesco palazzo della
Giudecca. Poco più a nord si trova la chiesa di San Domenico con
l’annesso chiostro dei domenicani. In posizione decentrata sorge
invece il santuario dell’Annunziata (XIV-XVIII secolo), forse il
principale monumento della città; sulla sua facciata spiccano un
grandioso rosone e il portale goticonormanno, affiancato dal
poderoso campanile barocco.
Le grotte e il marmo di Custonaci
Custonaci è un centro agricolo dove l’estrazione
e la lavorazione del marmo costituiscono la principale attività
economica. Nel suo territorio, che comprende anche l’alta vetta
del monte Sparagio, sono disseminate diverse grotte,
interessanti sotto il profilo geologico e paleontologico: tra
queste la Grotta Mangiapane, di
formazione sia carsica sia marina. La progettazione
dell’insediamento urbano risale al XVIII secolo, quando il paese
sorse intorno al preesistente santuario della Madonna di
Custonaci, meta di pellegrinaggi già nel XIV secolo; la chiesa
fu costruita nell’arco di più epoche, il che spiega la
coesistenza di diversi stili architettonici. L’immagine della
Madonna è raffigurata in una bella tavola cinquecentesca
attribuita a fra’ Ludovico Zichichi. Molto suggestivi anche i
numerosi bagli, aggregati abitativi destinati ad accogliere i
lavoratori delle aziende agricole e caratterizzati da un cortile
interno di forma quadrangolare; il baglio Cofano e quello della
Grotta Mangiapane rappresentano una variante, poiché
caratterizzati da più cortili comunicanti tra loro e delimitati
da muretti bassi a secco.
Il mito di Erice
La storia di Erice è legata ai miti di eroi e
divinità, dal presunto fondatore Erice alla madre Venere, fino a
Enea ed Eracle. Curiose letture simboliche sono state fatte
anche della sua pianta urbana, perfettamente triangolare:
all’interno di una poderosa cinta muraria, il borgo medievale si
dipana in un intrico di vicoli acciottolati nei quali si aprono
varchi e cortili fioriti, creando uno scenario di grande
interesse storico-artistico, immutato da secoli. Il centro del
triangolo è occupato dalla chiesa
di San Pietro, con l’annesso monastero, dove ha sede il centro
culturale Ettore Majorana, sede ogni anno di un importante
convegno scientifico internazionale. Nel palazzo Municipale, il
Museo Cordici espone reperti archeologici provenienti dalla
necropoli ericina, fra i quali primeggia una testa di Afrodite
del IV secolo a.C. Il principale edificio religioso è la
trecentesca chiesa Matrice, presso la quale si innalza, isolata,
la torre campanaria risalente allo stesso periodo. All’interno
del giardino del Balio svetta il Castello Pepoli, mentre la
rocca sull’estrema punta a sud-est è sormontata dal Castello di
Venere, costruito fra il XII e il XIII secolo sul sito
dell’antico tempio di Venere Ericina.
Gibellina, arte a cielo aperto
Nella
notte fra il 14 e il 15 gennaio 1968 Gibellina viene
completamente distrutta dal terremoto che devasta la zona del
Bèlice. Dopo l’odissea della ricostruzione, la nuova città sorge
oggi in un’area pianeggiante a 18 km dal vecchio paese,
concepita come una testimonianza vivente della tragedia di
questa terra. È una città museo, una celebrazione del moderno
cui importanti artisti hanno partecipato con il loro contributo
di idee e progetti, per donare un nuovo inizio a Gibellina e
alla sua gente. Sulla sua pianta ellittica le strade corrono
ampie, marcando le distanze che separano le abitazioni e
rendendo possibile il dispiegarsi di grandi spazi aperti.
Simbolo del paese è la gigantesca
stella in pietra realizzata da Pietro Consagra; molte altre sono
comunque le opere donate da artisti siciliani e non, tanto da
aver creato in poco tempo l’unica collezione d’arte
contemporanea in tutta la Sicilia. Le stesse macerie della città
vecchia sono divenute una scultura: i cosiddetti Ruderi di
Gibellina sono stati infatti coperti da Alberto Burri con una
colata di cemento, un manto steso sul fianco della montagna e
che scolpisce il paesaggio, a simbolo della pietà umana di
fronte alla catastrofe.
San Vito lo Capo e i Saraceni
San
Vito lo Capo occupa un promontorio nord-occidentale della
Sicilia che separa il golfo di Castellammare dalla costa di
Trapani, vicino alle Riserve
Naturali dello Zingaro a ovest e di Monte Cofano a est. Sede di
una tonnara non più attiva dal Seicento, è un antico borgo
marinaro già molto importante in epoca romana – ne rimane
testimonianza nelle vasche per la piscicoltura, i cui resti si
trovano nei pressi della tonnara di San Vito – e che preserva
intatta una chiara impronta araba. Ma è anche la città del cous
cous, piatto della pace e simbolo di integrazione fra popoli e
culture diverse. Il suo mare turchese si è guadagnato più volte
la Bandiera Blu d’Europa per la qualità delle acque e la sua
spiaggia bianchissima è considerata fra le più belle della
Penisola. L’abitato di San Vito nasce nelle vicinanze del
Santuario dedicato al santo mazarese, una fortezza saracena il
cui nucleo originario risale al XIII secolo e intorno alla quale
le prime abitazioni iniziarono a comparire all’inizio del XVIII
secolo. Di stile arabo-normanno è anche il tempietto di Santa
Crescenza, la cui
figura è legata a quella del patrono del paese.
Il mistero del Tempio di Segesta
Lo spettacolo che si presenta agli occhi di chi
ha la fortuna di arrivare a Segesta nei mesi primaverili è tale
da togliere il respiro: incastonata nel verde che ricopre una
delle numerose alture a sudovest di Palermo, si erge la mole del
Tempio, uno dei più importanti e
meglio conservati giunti fino a noi. Il peristilio si compone di
36 colonne calcaree senza scanalature ed è privo di indizi che
lo possano far ricondurre al culto di una particolare divinità:
tutto ciò fa sì che sull’origine e la funzione di questo
edificio, risalente al 430 a.C. e lasciato incompiuto, gli
studiosi discutano ancora. La strada che, erta, sale al Teatro,
altro elemento fondamentale del Parco Archeologico di Segesta,
riserva ulteriori, splendide vedute del tempio. Il cammino ha
termine in una spianata, dalla quale si accede alle gradinate
superiori del Teatro, affacciata come un belvedere sull’emiciclo
di 63 m di diametro; insolito è l’orientamento verso nord,
probabilmente dovuto alla volontà di far godere agli spettatori
il panorama sulle colline e sul mare in lontananza. Pochi sono i
resti che rimangono della scena, un tempo arricchita di pilastri
e colonne. Completata l’opera di restauro e consolidamento, il
Teatro ha oggi ritrovato la sua antica funzione.
La Riserva Naturale dello Zingaro
È la prima Riserva Naturale istituita in Sicilia:
7 km di costa affacciata su un mare limpidissimo, sovrastata da
un ampio tratto di rocce calcaree dolomitiche. È percorribile
solo a piedi attraverso un viottolo scavato nella montagna, al
quale si accede poco dopo aver superato la località di Scopello.
Oltre che per le numerose calette e spiagge, la riserva è
importante per la presenza di piante rare ed endemiche (sono
oltre 700 le specie catalogate) e per la notevole varietà
faunistica (nell’area nidificano ben trentanove specie di
uccelli, tra cui il falco pellegrino, la poiana, il gheppio e il
rarissimo uccello delle tempeste). Interessanti anche le tracce
lasciate dall’uomo, come la Grotta
dell’Uzzo, la Torre dell’Impisio e la Tonnarella dell’Uzzo.
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